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Posts Tagged ‘piracy’

Il fatturato perso da cinema, musica ed editoria a causa della pirateria on line ha superato nel 2009 il miliardo di euro. La stima è data dal Centro Studi per la protezione dei diritti degli autori e della libertà di informazione. Il motivo per il quale la pirateria viene considerata da molti lecita -si legge in una nota del Centro studi- risiede nel fatto che “si tratta di una pratica non sottoposta a particolari controlli: non si ha notizia di sanzioni ed è pertanto sedimentato un forte senso di immunità“.
Secondo il Centro studi, che cita dati Ipsos, ”il 70% dei ‘pirati’, in assenza di un’offerta illecita, sarebbe disposto a pagare per fruire lecitamente di un prodotto audiovisivo”.
Il coordinatore del Centro Studi, Tullio Camiglieri sottolinea inoltre la necessità di tempestivi interventi contro la pirateria. “Anche in Italia – afferma – è urgente passare immediatamente all’adozione di un modello simile a quello che sta entrando in vigore in questi giorni in Francia. Tre avvisi a chi scarica illegalmente, nei quali si spiega che l’utente sta commettendo un illecito”.

”Nel frattempo -dichiara il coordinatore -si può avviare un rapido censimento dei siti Internet che favoriscono il furto di opere cinematografiche, musicali ed editoriali e provvedere alla loro chiusura. La tutela dell’industria culturale del nostro paese – conclude il presidente – è una priorità non più rinviabile e i dati più recenti sulla pirateria on line, testimoniano l’urgenza di provvedimenti amministrativi e legislativi”.

(Adnkronos)

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Selling Stock ha pubblicato ieri l’indagine sulla cultura del copyright condotta, nel Regno Unito da Polylooks, a cavallo tra settembre e novembre scorsi.

Lo scenario che ne risulta è inquietante:  non solo è preoccupante la mentalià del “salva con nome” della popolazione in generale ma, anche quella dei professionisti del settore (produttori d’immagini e agenzie grafico-pubblicitarie per capirci).

Molte persone che dovrebbero pagare per il diritto di utilizzo delle immagini non lo fanno a causa di una mancanza di comprensione delle regole dell’industria fotografica  e delle terminologie sul copyright.

Il sondaggio di Polylooks rivela che quasi la metà (44%) tra marketing manager, PR e professionisti nell’ambito editoriale pensa che l’immagine royalty-free sia un’immagine ‘free’ nel senso che può essere utilizzata senza essere pagata. Peggio ancora, il 37% degli intervistati ha ammesso di aver utilizzato illegalmente immagini scaricandole da Internet.

Solo il 21% dei creativi professionisti capisce il significato della parola  “royalty-free.” E ancora,  solo il 16,5% definisce correttamente il significato di “rights-managed”.

85% dei professionisti creativi non ha familiarità con il termine ‘microstock’.

Questi stessi professionisti – visto l’unificarsi della figura dell’art-buyer con quella del creativo (nelle piccole realtà) – hanno oggi il controllo dei bugdet di spesa sulle immagini: su base mensile, il 44% legalmente scarica da uno a cinque immagini, il 7% acquista più di 11 immagini, e il 5% spende oltre 100 £ in immagini di stock.  Nonostante ciò, oltre l’81% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato immagini  senza pagarne l’ utilizzo e di non sentirsi affatto in colpa.

C’era una volta la cultura del copyright, ma questa volta la storia non finisce con ‘ E vissero tutti felici e contenti ‘.

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Copyright Alliance Logo

Dear President Obama and Vice President Biden,

We, the undersigned, are just a few of the more than 11 million artists living, working, and creating across the United States. Our work brings significant cultural and economic value to our society – and contributes $1.52 trillion to the nation’s GDP. Yet that value is being disregarded as our rights and incentives to create are increasingly under threat.

Hear us as we speak with one voice about the importance of creators’ rights.

We are the essence of America. Since the founding of our country, our work has provided light in the darkness of conflict, humor in the depths of sadness, beauty in the face of ugliness, and reason in the dysfunction of division.

We serve as the foundation of our communities; you find us in schools, performance halls, libraries, museums, community centers, and movie houses. We enrich our culture with a wide range of creative expression, including music, film, software, video games, writing, photography, graphics, and other visual arts.

We contribute in some way to every single industry in the country. Many of us are self-employed. All of us work hard and pay taxes.

Yet, we are under assault. Our rights to control the distribution, use, and reproduction of our works in our vibrant digital age are dismissed by many who do not understand the value we bring to society. They tell us to work harder, create better, and give our works away. Some think that they should control our works and that they should be able to appropriate, perform, and copy them how they please, without our consent, benefit, or participation.

Our freedom as creators lies in the Constitutional rights we cherish, rights given to us to promote our culture. Without these rights, our ability to pursue our creative dreams and to meet the high expectations of those who benefit from our creative works is significantly diminished. As a result, all Americans will suffer.

Mr. President and Vice President, hear our call. We know you understand the value our creative contributions bring to our society and economy, and we know you can encourage our citizens to respect our rights. Please pursue policies supportive of the rights of artists and the encouragement of our creative efforts. Without the proper respect for our rights and works today, it will become even more difficult for us to create in the future.

Sincerely,

PER SOTTOSCRIVERE L’APPELLO: http://www.copyrightalliance.org/letter/

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